Testimonianze e reportages (E1-E10)
In questa sezione dell’Archivio Palestina sono raccolte testimonianze e reportages di voci note e meno note appartenenti a uomini politici, profughi e giornalisti che narrano intorno e sulle macerie della Palestina dal 1973 al 31/12/2007.
A titolo di esempio indichiamo alcuni articoli tra i molti presenti.
Elenco degli articoli
- I forzati della striscia di Gaza. Dalle quattro del mattino alle sei di sera migliaia di pendolari palestinesi, per salari di fame, passano la vita a costruire case per i cittadini israeliani. Guerra economica contro l’Intifada: il reddito medio crollato del 75%, di Stefano Chiarini, Il Manifesto, venerdì 22 novembre 1991, p.2
- Espulsi dalla storia. I palestinesi nei campi profughi del Libano. Cacciati dalla loro terra nel 1948. Espulsi a ripetizione, dai massacri giordani del 1972 fino ad oggi. Quattrocentomila profughi palestinesi (su un totale di quattro milioni) vivono in Libano. Senza diritti. “E’ meglio che i palestinesi non stiano troppo bene qui, che non trovino lavoro”. A Sabra e Shatila, tra macerie e repressione. E nei campi del Sud, dove si fronteggiano israeliani e Hezbollah, e dove Arafat non è più intoccabile, di Fulvio Grimaldi, Avvenimenti, 7 febbraio 1999: 34-37
- Spaghetti a Tel Aviv. Tra gli italiani che vivono in Israele. Sono 5.000, più 8-9.000 figli e nipoti. Sono ebrei fieri, ma più dialoganti, convinti che al loro nuovo Paese serva un po’ di italianità. Come antidoto all’odio, di Guglielmo Sasinini, Famiglia Cristiana, n. 34/2002: 48-52
- Il mondo di Rachel. Rachel Corrie aveva ventitré anni. Era una pacifista americana e veniva da Olympia, nello stato di Washington. Il 16 marzo una ruspa israeliana l’ha uccisa mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese nella Striscia di Gaza. In queste email alla famiglia spiega le ragioni del suo impegno, Rachel Corrie, The Guardian, Gran Bretagna, Internazionale n. 481, 28 marzo 2003: 40-44
- Il fascino discreto della borghesia palestinese. La sociologa che manda i figli a studiare all’estero. L’architetto che crea un albergo esclusivo a Gaza. L’antiquario che “nasconde” i tappeti per paura dei furti. E’ la “middle-upper class” che, dopo anni vissuti sottotraccia, sta riemergendo con l’elezione di Mahmoud Abbas. Eccola svelata, di Davide Silvera, Il Corriere della Sera-Magazine, 3 marzo 2005: 38-44
- Il dialogo è la speranza. Grande partecipazione di lettori e amici di Confronti al seminario itinerante in Israele e nei Territori palestinesi di fine marzo. Negli incontri con esponenti delle due parti si è parlato, tra le altre cose, della difficile convivenza e dei problemi legati alla costruzione del muro e al ritiro israeliano da Gaza, di Luigi Sandri, Confronti, maggio 2005: 29-34
- Morire di cancro a Gaza. Quando combattere contro la malattia è reso impossibile dalla burocrazia militare, dalla disorganizzazione, dalla mancanza di ogni pietà. Nonostante l’aiuto di medici e avvocati, di Luisa Morgantini, Il Manifesto, martedì 10 gennaio 2006, p.18
- Che cosa vuole veramente Hamas. Nel programma dei nuovi padroni della Palestina c’è la guerra a Israele e la legge islamica. Ma anche una sorpresa: il rispetto del pluralismo e del voto, foto di Ilkka Uimonen, Lo Specchio de La Stampa n. 505, 18 febbraio 2006: 14-21
- Israele e Iran, dietro le minacce anche affari e cooperazione. Rapporti economici per milioni di dollari tra i due Paesi avversari, di Fabio Scuto, La Repubblica, lunedì 24 aprile 2006, p.12
- Dai post-moderni ai neo-marrani. La nuova mappa dell’ebraismo italiano. Mai come in questa ultime settimane la comunità del nostro Paese è finita in ogni sorta di polemiche. Così siamo andati a scoprire che cosa è successo: tra melting pot milanese, “piazza” romana e rinascita di una “tribù” estinta a Trani, di Stefano Jesurum, Il Corriere della Sera-Magazine, 21 dicembre 2006: 64-70.
Quaderno speciale “Profili”
Alla fine della sezione tematica è presente un quaderno speciale (QSTR, Quaderno speciale Testimonianze/Reportages) denominato “Profili”, che contiene narrazioni redatte da giornalisti italiani e stranieri sulla vita e le opere di alcuni protagonisti significativi del dramma palestinese.
A titolo di esempio si segnalano alcuni articoli.
Elenco degli articoli
- Arafat, l’uomo che non si arrende. Grande tattico, mediocre stratega, un po’ romantico, un po’ gigione capace com’è di piangere o gridare a comando, nel bene e nel male si rivela un grande animale politico, un protagonista della storia contemporanea. Ma è terrorista o pacifista?, di Igor Man, La Stampa, sabato 30 marzo 2002, p.5
- L’uomo che riuscì a diventare re Arik. Istintivo, battagliero, brillante: era uno dei leader più odiati e temuti, ora è il più apprezzato e amato. Così Arik il condottiero ha cambiato gli israeliani. Il Paese si è affidato a lui e ora teme il vuoto, di David Grossman, La Repubblica, venerdì 6 gennaio 2006, p. 1 e 8-9
- Sceneggiatura per Wael. E Janet. Un uomo colto, dolce, laico: la Palestina al meglio. Janet Venn Brown racconta il suo compagno Wael Zuaiter, prima vittima della rappresaglia israeliana messa in film da Spielberg, di Tommaso Di Francesco, Il Manifesto, sabato 4 febbraio 2006, p.18
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