Piccola storia dell’Italia repubblicana nel contesto mondiale ed ecclesiale
a cura di Marco Bonarini
Anni 1955-1965: Il boom economico
L’Europa e il mondo
Guerra fredda, contrapposizione est-ovest.
Inizio del processo di decolonizzazione in Africa, Asia e America Latina.
1956
Guerra tra Israele ed Egitto.
1957
25 marzo: a Roma si firma il trattato istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE).
1962
12 agosto: nella notte viene eretto il muro di Berlino che divide in 2 la città.
1962-1965
Concilio Vaticano II.
1964-1975
Guerra del Vietnam tra Usa e Vietnam, alleato con URSS.
La vita politica italiana
1955/1962/1964
Giovanni Gronchi (DC) viene eletto Presidente della Repubblica il 29 aprile 1955 e resta in carica fino all’11 maggio 1962 quando gli succede Antonio Segni (DC) che si dimette il 6 dicembre 1964 per motivi di salute. Giuseppe Saragat è eletto Presidente della Repubblica il 28 dicembre 1964 dopo 21 scrutini.
1955-1960
Il 14 dicembre 1955 l’Italia entra all’ONU. L’esperienza dei governi di centro dura fino al 1960, dopo che il governo Tambroni, monocolore DC appoggiato dalle destre, provocò una dura reazione nel paese con vari scontri che portarono a Reggio Emilia alla morte di 4 giovani il 7 luglio 1960.
1960-1976
Fanfani costituisce il suo terzo governo, un monocolore DC appoggiato anche da PLI e PDSI. Si astengono i monarchici e il PSI, inducendo Fanfani a denominare il suo governo di “convergenze parallele”. Inizia la stagione del centro-sinistra che durerà fino al 1976 (con l’interruzione di un governo Andreotti di centro-destra: 1972-1973). Le elezioni del 1963 aprono definitivamente la strada alle coalizioni di centro-sinistra con un primo e breve governo Leone, cui seguiranno tre governi Moro fino alle elezioni del 1968 sostenuti da DC, PSI, PSDI e PRI.
1964
Nel 1964 il generale dei carabinieri De Lorenzo prospetta, di fronte alle manifestazioni di protesta di quel periodo, la possibilità di un “golpe” che i politici, e Aldo Moro in particolare, riescono a far rientrare.
L’economia
1955
Si sviluppa il boom economico. Varie industrie che producono prodotti di massa a basso costo aumentano la loro capacità produttiva e di esportazione: auto, elettrodomestici, meccanica, tessile, ecc. L’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), nato nel 1953, sotto la guida di Enrico Mattei sviluppa una politica di approvvigionamento energetico, in particolare in Medio Oriente, per supportare la cresciuta esigenza di energia dello sviluppo industriale. I governi portano avanti una politica di liberalizzazione degli scambi, vista con cautela sia dagli imprenditori che dai lavoratori, che sfocerà nella firma dei Trattati di Roma costitutivi della CEE. Nel dicembre 1957 viene nazionalizzato il servizio telefonico.
1958
L’inflazione è sotto controllo e la lira ritrova la piena convertibilità con il dollaro nel 1958 con una parità di 625 lire per dollaro con una oscillazione dell’1%. Questo sviluppo produsse però un rialzo dell’inflazione che costrinse il Governatore della Banca d’Italia Guido Carli ad alzare i tassi di interesse (cosiddetta “stretta monetaria”) che ridusse l’inflazione, riportò in pareggio la bilancia dei pagamenti (esportazioni meno importazioni) ma provocò una riduzione del tasso di crescita. Nel 1962 viene nazionalizzata la produzione ed erogazione dell’energia elettrica (ENEL).
La società
1955-1965
Il boom economico cambiò profondamente i comportamenti degli italiani. Le donne cominciarono a comprare e utilizzare la lavatrice e il ferro da stiro elettrico. Le auto della Fiat 500 e 600 si diffusero tra la gente, sviluppando la mobilità e la possibilità di vacanze al mare e in montagna. Il crescente benessere cambiò i consumi alimentari e di abbigliamento. La gente stava meglio. Lo sviluppo industriale spinse, per necessità ma anche per il desiderio di migliorare la propria vita, ad una emigrazione interna ed estera. Si mescolarono culture locali con alcuni attriti e si svilupparono notevoli capacità di adattamento per passare da contadini a operai in contesti sociali urbanizzati nella crescenti periferie di Milano, Torino, Genova (il Triangolo industriale). L’8 agosto 1956 a Marcinelle, in Belgio, muoiono in una miniera 237 minatori, di cui 139 emigrati italiani. Nel 1957 si svilupparono le indagini di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche. Nel 1958 furono abolite le case chiuse. Si sviluppò la televisione con alcuni programmi di grande successo. Mario Riva conduceva il quiz del Musichiere, Mike Bongiorno il quiz Lascia o raddoppia?, ma anche una trasmissione di alfabetizzazione per adulti Non è mai troppo tardi condotta dal maestro Manzi dal 1959 al 1968. Il 24 settembre 1961 si svolse la prima marcia della pace ad Assisi. Nel 1962 si elevò l’obbligo scolastico a 14 anni.
La comunità ecclesiale
1958/1963
Questo periodo fu particolarmente ricco di innovazioni. Vide la lenta fine del pontificato di Pio XII cui successero Giovanni XXIII (28 ottobre 1958 – 3 giugno 1963) e, a Concilio aperto, Paolo VI (21 giugno 1963 – 6 agosto 1978). Giovanni XXIII emana l’enciclica Mater et Magistra nel 1961, nel 1963 la Pacem in Terris, che ebbe grande risonanza anche fuori della chiesa. Paolo VI compie il primo viaggio apostolico di un papa nella modernità in Terra Santa nel gennaio del 1964.
1962-1965
Giovanni XXIII, indicendo un Concilio ecumenico a neanche 100 anni dal precedente, diede la possibilità alla chiesa di guardarsi di fronte al mondo in profondo mutamento e sviluppo. La chiesa era attraversata da alcuni movimenti di riforma che riandavano alle fonti della Tradizione. Il movimento liturgico, gli innumerevoli studi biblici. Una fioritura di grandi teologi: Congar, De Lubac, Rahner, tra gli altri, precedette e sviluppò la teologia conciliare. I principali frutti del Concilio sono stati: la riforma liturgica sia nell’uso delle lingue correnti e non più il latino, la rinnovata scelta dei brani biblici della messa e della liturgia delle ore (Sacrosanctum Concilium); la ri-consegna della Bibbia nelle mani del popolo di Dio per un più profondo ascolto della parola di Dio (Dei Verbum); una diversa comprensione della Chiesa, popolo di Dio immerso nella storia degli uomini per testimoniare la salvezza che viene da Gesù Cristo Risorto, Vivente e Re della storia (Lumen Gentium e Gaudium et Spes).
1955-1965
La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) elabora il primo statuto il 1 agosto 1954. Primo presidente è il card. Fossati, di Torino. Nel 1959 si modifica lo statuto stabilendo che il Presidente “viene nominato dal Santo Padre”. Giovanni XXIII nomina il 12 ottobre il Card. Siri, di Genova, primo presidente della CEI. Nel 1964 si inserisce nello statuto che le risoluzioni hanno valore soltanto “dopo l’approvazione o la conferma della Santa Sede”.