Piccola storia dell’Italia repubblicana nel contesto mondiale ed ecclesiale
a cura di Marco Bonarini
Anni 1965-1975: Fermenti sociali del ‘68
L’Europa e il mondo
L’America Latina vede l’affermarsi di molte dittature di destra sostenute dagli USA.
L’Africa vede l’indipendenza di molti Stati che continuano a dipendere economicamente dalle potenze coloniali.
1967
L’Asia vede i due giganti Cina e India iniziare strade diverse di sviluppo.
1968
Guerra dei “sei giorni” di Egitto, Siria e Giordania contro Israele.
1969
Proteste studentesche in tutto il mondo.
21 luglio: sbarco del primo uomo sulla luna.
1972
I paesi produttori di petrolio, associati nell’OPEC, decidono un rialzo improvviso del prezzo del petrolio provocando una crisi energetica.
1973
Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda si associano alla CEE.
Guerra del “kippur” Tra Egitto e Siria contro Israele.
1975
Fine della guerra del Vietnam con la sconfitta degli USA.
La vita politica italiana
1971
Il 24 dicembre 1971 diviene Presidente della Repubblica Giovanni Leone (DC).
1968-1972
Dalle elezioni del 1968 a quelle del 1972 si succedettero 6 governi di centro-sinistra (Leone, 3 Rumor, Colombo, Andreotti) sostenuti da DC, PSI, PSDI, PRI. Le elezioni del 1972 furono anticipate di un anno rispetto alla scadenza naturale, perché non vi era più una maggioranza coesa che potesse sostenere il governo.
1972-1976
Il nuovo parlamento espresse fino al 1976, quando vi furono nuove elezioni anticipate, 5 governi (Andreotti, 2 Rumor, 2 Moro) sostenuti da DC, PSI, PSDI e PRI, che videro entrare in crisi la coalizione di centro-sinistra a causa degli scandali legati al finanziamento da parte della CIA e della Lockheed a politici della DC e del PSDI. Inoltre era in atto la crisi della moneta nazionale, la lira, e l’inflazione aveva raggiunto livelli altissimi.
1970
Il 7 giugno del 1970 si svolgono le prime elezioni per le 15 regioni a statuto ordinario, realizzando così quella parte della Costituzione rimasta fino ad allora inattuata.
1974
Nell’aprile del 1974 è approvata la legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
L’economia
1965-1995
In questi anni comincia un ampliamento della spesa pubblica per investimenti nei settori della sanità, della previdenza sociale e dell’istruzione che, unito al rallentamento dell’economia, all’aumento dell’inflazione e alla “crisi energetica” del 1973, porterà a più che triplicare la percentuale del debito pubblico rispetto al PIL dal 36% del 1965 al 125% del 1995. Nel decennio ‘65-‘75 si passa dal 36% al 58%.
1968
La redistribuzione dei redditi richiesta dal sindacato a partire dal 1968 con aumenti di stipendio che superavano la produttività delle imprese, di fatto contribuì, con altri fattori, a creare inflazione che passò dal 2% del 1968 al 19% del 1974.
1973
La fine del sistema internazionale dei cambi fissi con lo sganciamento del dollaro dalle riserve di oro della Federal Reserve (la Banca centrale degli USA) nel 1971 e la liberalizzazione dei cambi tra le monete del 1973, portò l’Italia a svalutare la lira nel 1973. Inoltre a fine 1973 i paesi produttori ed esportatori di petrolio decisero di creare il cartello dell’OPEC (Organization of petroleum exporting countries) che impose una quadruplicazione del prezzo del petrolio. Questi fattori provocarono la stagflazione, cioè la compresenza di recessione e inflazione, che ha accompagnato le economie di mercato per vari anni.
1975
I sindacati, di fronte al diminuito potere d’acquisto dei lavoratori, nel 1975 ottennero di estendere dall’industria agli altri settori produttivi, la “scala mobile”, meccanismo che aumentava automaticamente gli stipendi all’aumentare dell’inflazione. Tale meccanismo fu eliminato con un protocollo d’intesa tra governo, imprenditori e sindacati il 31 luglio 1992, dopo che nel 1985 Craxi introdusse un taglio della scala mobile approvato anche tramite referendum popolare nel 1985.
La società
1968
Questo è stato un periodo denso di cambiamenti sociali. I più importanti furono senz’altro il movimento sindacale (“autunno caldo” - 1969) e il movimento degli studenti nel 1968. Il primo ebbe ragioni economico-sociali e portò nel 1970 alla approvazione dello Statuto dei lavoratori che regolamenta i diritti sindacali. Il secondo fu innescato per la protesta contro la riforma dell’università, acquisendo poi un significato più socio-politico di opposizione alla guerra nel Vietnam, il sostegno alla causa palestinese e di contestazione del ruolo di autorità, collegandosi così alle proteste mondiali degli studenti nate all’Università di Berkeley in California e proseguite in Europa col “maggio francese”, di cui alcuni slogan erano: “proibito proibire”, “la fantasia al potere”, “fate l’amore non la guerra”.
1969
Il 1969 vede svilupparsi la lotta degli operai metalmeccanici per la firma del proprio contratto di categoria, che svolgerà un ruolo guida per gli altri settori produttivi e che vede coinvolti molti lavoratori nell‘“autunno caldo”. Viene approvato al Senato lo “Statuto dei lavoratori”.
Contemporaneamente si sviluppa la “strategia della tensione” che inizia con l’esplosione di una bomba alla Banca dell’Agricoltura nel cuore di Milano, in Piazza Fontana a pochi metri dal Duomo, il 12 dicembre 1969, provocando 17 morti e molti feriti. Ancora oggi, nonostante numerosi processi, non sono stati condannati gli autori, pur avendo visti implicati gli anarchici (scagionati), uomini della destra e parte dei Servizi segreti, cosiddetti “deviati”.
1970-1974
La notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 ci fu un tentativo di colpo di stato guidato dal principe Junio Valerio Borghese, di cui i servizi segreti erano informati come dimostra la documentazione depositata da Andreotti alla magistratura cinque anni dopo. Erano in atto tentativi vari per contrastare la formazione di governi di centro-sinistra e mantenere il potere in Italia orientato a destra, come la politica USA di quel periodo perseguiva in tutto il mondo con il sostegno attivo a varie dittature militari di destra, in particolare in America Latina. A questa strage seguiranno quella di Piazza della Loggia a Brescia il 28 maggio 1974 (8 morti e 90 feriti) provocata da Ordine Nero contro una manifestazione sindacale, quella del treno Italicus fatto saltare con una bomba il 4 agosto 1974 provocando 12 morti e 50 feriti, anche questa rivendicata da Ordine Nero. Si sviluppa anche un movimento a carattere rivoluzionario a sinistra che comprende varie sigle, di cui le Brigate Rosse hanno costituito il nucleo principale. Esse sono passate dalla propaganda ideologica, al sequestro di persone per giungere poi al ferimento e all’omicidio di giudici, dirigenti d’impresa, sindacalisti, giornalisti, politici.
1970
Nel 1970 viene promulgata la legge che regolamenta il divorzio civile, confermata dal primo referendum della storia repubblicana nel 1974, nonostante la forte opposizione della gerarchia ecclesiastica. Questo evento caratterizza la laicità dello Stato italiano e fa iniziare il processo di revisione dei Patti Lateranensi stipulati sotto il regime fascista, che si concretizzerà sotto il governo Craxi il 18 febbraio 1984.
1971
Viene approvata la legge che riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare.
1975
La maggiore età viene abbassata da 21 a 18 anni ed è approvato il nuovo diritto di famiglia che riconosce la parità tra i due coniugi.
La comunità ecclesiale
1969
Paolo VI pubblica nel 1967 l’enciclica Populorum Progressio, nel 1968 l’Humanae Vitae.
1971
Abbiamo visto che il Concilio ha proposto alla chiesa un profondo rinnovamento per adeguarla al mondo che cambiava tumultuosamente. La Chiesa italiana aggiorna gli statuti della CEI alle disposizioni del Concilio e Paolo VI nomina il card. Poma a presiedere la CEI il 3 ottobre 1969, che reggerà fino al 1979. Dalle dimissioni di Siri nel 1965, fino a quel momento tre cardinali avevano gestito la transizione: Urbani, Florit e Colombo. La CEI traduce in italiano i nuovi testi liturgici e, nel 1971, la Bibbia, pensata soprattutto per la proclamazione liturgica; inoltre si dà un programma “Evangelizzazione e sacramenti” per gli anni 1973-1980.
La Caritas Italiana viene costituita il 2 luglio 1971 con decreto della CEI, dopo la cessazione nel 1968 della Poa (Pontificia opera di assistenza). Per questo nuovo organismo pastorale l’allora Papa Paolo VI indicava mete non assistenziali, ma pastorali e pedagogiche. Ne furono direttori prima mons. Nervo e poi mons. Pasini.
1975
Nel 1975, a Roma, viene celebrato il primo convegno ecclesiale “Evangelizzazione e promozione umana” che vide la partecipazione attiva di molti laici inseriti nelle varie associazioni e movimenti cattolici. In questi anni prendono consistenza l’esperienza di Comunione e Liberazione, con la guida di don Luigi Giussani, la Comunità di sant’Egidio, sotto la presidenza di Andrea Riccardi, il Gruppo Abele, con don Luigi Ciotti, e altri Movimenti e Associazioni. In particolare alcuni sacerdoti si dedicheranno alla costituzione di comunità di accoglienza e recupero per varie situazioni di disagio sociale: droga e prostituzione in particolare.