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Scheda di lettura

Titolo : Terra di fichi d'India.

Data di composizione : presumibilmente 1974 - 1976

Data e luogo di pubblicazione : 1976 a Gerusalemme

 

 

Argomento (sintesi)
Sahar attraverso la vita di diversi componenti di una stessa famiglia e di alcuni loro conoscenti narra la vita degli arabi nei territori occupati nel periodo antecedente la prima intifada (sollevazione popolare contro l'occupazione israeliana), mostrando il clima e gli elementi che la determineranno e la faranno scoppiare nel 1987.

Autore (breve biografia)
(liberamente tratta dalla postafazione al libro di Claudia Costantini e dalla postfazione a "La porta della piazza", di Piera Redaelli).

Sahar Khalifa è nata a Nablus (Cisgiordania) nel 1941. Proviene da una famiglia della piccola borghesia palestinese. Come vuole la tradizione si sposa molto giovane, a soli diciotto anni, con un uomo scelto dalla famiglia.
Le aspirazioni di Sahar di viaggiare all'estero, completare gli studi, frequentare l'università, all'inizio assecondate dal marito vengono poi deluse.
Il matrimonio dura 13 anni, anni in cui Sahar continua a formarsi da autodidatta sulla letteratura araba e su quelle occidentale e russa tradotte.
Figure importanti per lei sono Dostoevskij con i "Fratelli Karamazov" e Nagib Mahfuz.
Il matrimonio si conclude con il divorzio e con l'affidamento delle due figlie.
Sahar torna a Bir Zeit dove si iscrive all'Università e dove continua a coltivare la scrittura già intrapresa negli ultimi anni del matrimonio con : "Lam naud giawari lakum" (Non più serve vostre), il suo primo romanzo.
Dopo un anno dall'arrivo di Bir Zeit comincia a lavorare ad "al Subbar", "Terra di fichi d'india".
Negli anni successivi pubblica "Ibad al shams", "I girasoli" (romanzo che analizza la condizione della donna palestinese emancipata).
Nel 1981 ottiene una borsa di studio per la sua tesi di dotttorato in North Carolina e lavora ad un tema di letteratura inglese e americana.
In seguito si dedica allo studio della condizione della donna e della letteratura femminile per il Ph.d dello IOWA.
Negli Stati Uniti entra in contatto con i movimenti femministi locali. Studia la condizione delle donne appartenenti alle minoranze etniche. Da questa esperienza nasce il romanzo "Nisa – ath Thil" (Le donne in ombra), scritto in inglese e non ancora publicato interamente.
Nel 1986 viene pubblicato a Beirut "Mudhakirrat imraa ghayr waqiiyya", "Memorie di una donna non realista", che farà conoscere Sahar in Italia con il titolo "La svergognata", pubblicato dalla Giunti nel 1989.
Nel 1987 ritorna a Nablus.
Al 1990 risale il suo ultimo romanzo "Bab al Saha", "La porta della piazza", Jouvence, 1995.
Ha scritto anche molte poesie.
La scrittura è per lei un mezzo per esprimere idee e sensazioni, ma anche una forma di lotta, un impegno, un modo per partecipare alla lotta palestinese.
Sahar Khalifa è, infatti, una scrittrice sensibile alle tematiche della società palestinese ed in particolare al ruolo della donna e all'impatto dell'occupazione e dell'intifada che scoppierà. Per Claudia Costantini, postfazione a "Terra di fichi d'India", "La sua figura si inserisce nel quadro della giovane letteratura palestinese dei Territori Occupati", produzione che va ad affiancarsi alla " 'letteratura palestinese dell'esodo', principalmente tesa a trattare i temi della lontananza dalla propria terra e del ritorno, e alla 'letteratura degli arabi d'Israele', che riflette la loro condizione di cittadini di seconda classe in uno stato ormai consolidato".
Ritorna a Nablus e inizia il lavoro per la costruzione del "Centro di studi sulle donne", un progetto che lei stessa definisce il sogno della sua vita.
Raccoglie alcune donne intorno a se e inizia i contatti con le istituzioni.
I tempi diventano favorevoli al progetto con lo scoppio della prima intifada.
Durante l'intifada, infatti, il movimento femminile ha un ruolo determinante nella lotta nazionale.
Il Centro attualmente ha due sedi: una a Nablus e un'altra a Gaza.
Vi lavorano donne di tutte le estrazioni sociali: professioniste, scrittrici, giornaliste, dattilografe, segretarie, domestiche.
Scopi del centro sono: formare giovani donne che conoscano meglio loro stesse e la società, cercare loro un impiego, offrire opportunità professionali.
Il Centro è strutturato in tre sezioni:
- Ricerche sul campo: nelle strade e nei campi profughi si prendono in esame i diversi livelli di oppressione subiti dalle donne;
- Sezione biografica: le ricercatrici analizzano biografie di donne con storie tradizionali, come quella della fondatrice dell'Unione delle Donne di Nablus, e biografie di donne con funzioni chiave all'interno della società palestinese;
- Traduzioni: per rendere fruibile il materiale in lingue straniere in modo anche da far sentire queste donne parte del movimento femminista internazionale.

Romanzo: storico e sociale.

Stile : narrativo.

Tempo in cui è ambientato (elementi da cui lo si deduce)
Anni antecedenti alla prima intifada (1987-1991).
Tra gli elementi da cui si deduce ci sono la descrizione dei presidi e dei posti di blocco israeliani vissuti con grande disagio e forte malessere da parte dei palestinesi, le reazioni popolari contro i soldati israeliani soprattutto da parte di bambini e donne, come quando si parla delle "ragazze che battevano sui barattoli di burro vuoti e i ragazzi gridavano ... Rivoluzione, rivoluzione fino alla vittoria".
Ci sono dei riferimenti ad Al Fatah (principale organizzazione della resistenza palestinese fondata e diretta da Yasser Arafat nel 1958; costituisce il gruppo maggioritario dell'OLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina), i bambini stessi gridano contro i cingolati: "... al-Fatah ... al-Fatah ... al-Fatah". E qualcuno afferma "Noi siamo gli uomini di Abu Ammar (soprannome di Arafat). Rivoluzione, rivoluzione fino alla vittoria".
Si rievocano Bahr al-Baquar, Deyr Yasin e Qibiya, tre villaggi palestinesi dove furono commessi dei massacri di civili rispettivamente nel 1947, 1948 e 1953.
Si parla delle case palestinesi demolite dagli israeliani.
Ci sono una serie di elementi che si riferiscono a fatti verosimili e che danno al romanzo un significato di racconto storico.

Luoghi della vicenda:
Nablus, città in Cisgiordania, regione della Palestina che insieme alla Striscia di Gaza viene occupata dall'esercito israeliano nel 1967.
Una prigione israeliana, dove le luci abbaglianti del neon illuminano le sale e le celle tutto il tempo, dove i palestinesi prigionieri organizzano vere e proprie scuole del popolo organizzate in piccoli gruppi (alfabetizzazione, preparazione per la scuola media, la maturità).
"Viva la Palestina libera e araba" risuonano le voci dei detenuti nel cortile triste quando un prigioniero siriano riesce dopo anni a riabbracciare il proprio figlioletto.
I luoghi in cui si svolge la storia appaiono come verosimili e tratti dalla realtà.

Personaggi principali e loro ruolo:
- Due cugini: Adel e Usama.
Adel è rimasto in Palestina e conosce l'umiliazione di chi è stato occupato nella propria terra, i problemi di lavoro dei suoi compatrioti, la forte crisi economica e le possibilità di lavoro offerte dagli israeliani.
Usama viene da diversi viaggi in paesi stranieri e ha sviluppato un amore astratto per il suo paese e un forte convinzione di rivoluzione fino al punto di compiere delle "azioni esemplari di guerra".
Adel e Usama si ritrovano ad essere antagonisti.
Adel è infatti un palestinese che per necessità lavora in una industria israeliana, Usama è stato incaricato da un'organizzazione di resistenza di preparare un attentato contro i palestinesi che lavorano per Israele.
Altri personaggi, oltre ai genitori, i familiari e gli amici di Usama e Adel:
- La giovane sorella di Adel : Nuwarr
- Abu Saber, un uomo che subisce un debilitante infortunio alla mano destra con gravi conseguenze per la sua intera famiglia.
- Basel, fratello di Adel giovane sostenitore della rivoluzione e che per qusta ragione finisce in prigione dove verrà soprannominato dagli altri prigionieri "Abu al-Izz", ovvero "Abu", padre, e "al-Izz", gloria, onore e quindi dotato di forza, di gloria. Basel afferma "E' meraviglioso essere padre di qualcosa da vigilare, educare e proteggere".
- i fedayin che attaccano gli autobus dei lavoratori palestinesi in Israele.

Narratore: esterno, 3° persona.

Breve giudizio (impressione; motivi per cui scegliamo o consigliamo il libro)
Libro interessante perché consente di conoscere l'atmosfera nei territori palestinesi occupati nel periodo antecedente la prima intifada e in qualche modo la sua origine.
Allo stesso tempo offre uno spaccato della diaspora; della vita dei palestinesi e della loro quotidianità; della realtà lavorativa dei palestinesi (la disoccupazione, gli operai che vanno a lavorare in Israele anche senza permesso di lavoro e quindi non assicurati); dell'emigrazione delle persone istruite in Arabia Saudita, Libia e i paesi del Golfo (con la conseguenza che nel paese rimangono operai e contadini); dei rapporti fra generazioni (per esempio del fatto che la responsabilità della lettura viene riversata sulle spalle della generazione di Usame e Adel e che la maggior parte dei loro padri e delle loro madri firma col pollice); dei rapporti fra classi sociali diverse; del coprifuoco; delle prigioni israeliane; delle diverse opinioni dei palestinesi.
Sono interessanti i riferimeni alla cultura araba, come alla dabka, tradizionale danza araba, o al poeta Kamal Naser, poeta palestinese e attivista politico, assassinato a Beirut nel 1972, o alla minestra di "frika", piatto preparato con chicchi di grano sbucciati e abbrustoliti o bolliti.
Citati: Nagib Mafhuz con "Il vicolo del mortaio" e Fayruz, la nota cantante libanese.

Per affrontare un romanzo del genere credo sarebbe opportuno fornire una scheda di inquadramento storico della questione palestinese con particolare attenzione alla prima intifada. Ovvero l'inquadramento generale secondo me andrebbe fatto in maniera breve, mentre stimolerei l'approfondimento storico del periodo specifico e delle realtà trattate.
Ad esempio potrebbe essere interessante svolgere una ricerca sulle carceri israeliani, sulla loro organizzazione e sulle cause di imprigionamento (ad esempio esplorare il "fermo amministrativo").

Griglie di confronto: con altri autori che trattano la prima intifada e gli anni antecedenti ad essa. Ad esempio autori di quella che viene definita la "letteratura dei Territori Occupati" o autori ebrei.
Un confronto altresì utile potrebbe essere quello con i contenuti della carta stampata (mediante predisposizione e produzione di rassegna stampa) e con quelli dei libri di testo.

Il romanzo poi potrebbe essere visto secondo le sequenze:
- il prologo (o situazione iniziale)
- la complicazione
- il nodo
- lo scioglimento
- l'epilogo

Brescia, 21 novembre 2004                                                                                  Francesca