• Stampa

Sharon e mia suocera

Suad Amiry, Sharon e mia suocera. Diari di guerra da Ramallah, Palestina, Feltrinelli, Milano, 2003, pp. 135, edizione originale 2003, traduzione di Maria Nadotti

L'autrice ci trasmette l'angoscia di vivere sotto l'occupazione israeliana, sotto i continui coprifuoco, alle prese con problemi grandi e piccoli, con una rabbia infinita per un'ingiustizia continua. Ma alle prese anche con il tentativo di vivere il quotidiano nel modo più normale possibile e, se possibile, con un po' di ironia. Così anche le vicissitudini della suocera assumono un qualcosa di normale dove normale è che suocera e nuora abbiano fra loro un po' di attrito sul solito argomento, uguale in ogni tempo e in ogni luogo, il figlio e marito. Così ci sembra di respirare qualcosa di familiare, in mezzo all'angoscia opprimente del contesto in cui il diario si snoda.

 


Suad Amiri perde la propria ironia per assumere il tono della nostalgia malinconica quando ricorda il periodo in cui i genitori hanno lasciato la propria casa in Palestina nel 1948 e nella dolorosa ricerca della casa della madre.
Alla fine il rientro nella realtà, dopo la parentesi dei ricordo del passato, riporta Suad alla sua ironia ma riuscirà a guardare la suocera, profuga anch'essa, con occhi diversi.

Eleonora Gozio – Associazione di Amicizia Italia-Palestina